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Epilazione laser: come funziona?

Sentiamo spesso parlare di epilazione laser, ma sappiamo come funziona?

È sempre bene informarsi prima di cominciare qualsiasi tipo di trattamento che vada ad agire sul proprio corpo. Essere informati aiuta ad avere una maggiore consapevolezza di ciò che si sta facendo. Spesso al momento della seduta laser, non si pongono alle operatrici tutte le domande a cui in realtà desideriamo avere risposta. Ecco perché in questo articolo cercheremo di chiarire due punti chiave sul funzionamento dell’epilazione laser:

  • il principio della fototermolisi selettiva
  • i parametri da adattare in base al fototipo

 

Principio della fototermolisi selettiva: che cos’è e come funziona

La fototermolisi selettiva è un principio utilizzato in medicina estetica e dermatologia per il trattamento selettivo di determinati tessuti mediante l’uso di energia luminosa. In particolare, questo principio è spesso impiegato nella tecnologia del laser per il trattamento di lesioni cutanee e capillari.

Nel contesto della fototermolisi selettiva, la luce viene assorbita in modo selettivo dai tessuti bersaglio, come emoglobina o melanina, senza danneggiare i tessuti circostanti. Questo è possibile grazie alla scelta di una lunghezza d’onda specifica che corrisponde all’assorbimento ottimale del bersaglio desiderato.

Ad esempio, nel trattamento di lesioni vascolari o capillari, si utilizza spesso una lunghezza d’onda che viene assorbita principalmente dall’emoglobina nel sangue, consentendo di trattare in modo selettivo i vasi sanguigni senza danneggiare eccessivamente i tessuti circostanti.

In sintesi, il principio della fototermolisi selettiva è fondato sull’assorbimento selettivo della luce da parte di specifici bersagli biologici, consentendo trattamenti mirati e minimizzando i danni ai tessuti non bersaglio.

Fototipi: a quali parametri far attenzione

Una cosa di primaria importanza per effettuare una seduta in totale sicurezza, è che il macchinario sia calibrato in maniera adeguata alla tipologia di pelo e di pelle.

I fototipi, che vanno dal I al VI, si riferiscono al grado di sensibilità della pelle alla luce solare. Questa scala tiene conto del colore della pelle, della suscettibilità alle scottature solari e della capacità di abbronzarsi. Ecco una panoramica di ciascun fototipo:

  1. Tipo I, corrisponde a una pelle molto chiara che tende facilmente a diventare rossa dopo l’esposizione al sole. Questa tipologia di pelle però ha molta difficoltà ad abbronzarsi.

  2. Tipo II, cioè una pelle chiara che diventa spesso rossa con l’esposizione solare. A differenza del primo tipo, questa tipologia di pelle tende ad assumere un po’ di colorito, ma resta comunque un’abbronzatura molto leggera.

  3. Tipo III, è una pelle Intermedia, che inizialmente può arrossirsi, ma col tempo tende ad abbronzarsi.

  4. Tipo IV, corrisponde alla pelle olivastra, quindi una tonalità un po’ più scura. È molto difficile che possa scottarsi, e tende ad abbronzarsi facilmente, diventando abbastanza scura.

  5. Tipo V cioè la pelle marrone, abbastanza scura che si abbronza molto facilmente, e non si scotta.

  6. Tipo VI cioè la pelle nera, che non si scotta mai.

In base alla tipologia di pelle della cliente, le nostre operatrici impostano dei parametri specifici, in modo da rende il trattamento personalizzato e non dannoso per la pelle. Nei centri EPIL POINT, effettuiamo anche la skinzoom diagnosis, si tratta di un’operazione effettuata durante la prima fase di consulenza (prima di iniziare la prima seduta) che consiste in una sorta di lente di ingrandimento che analizza il bulbo pilifero, il fototipo, la barriera idrolipidica e l’idratazione della pelle. Quest’operazione viene poi ripetuta alla quinta seduta per fare un paragone con la situazione iniziale e registrare i risultati ottenuti.

I parametri generali da impostare sono:

1. Lunghezza d’onda del laser: la scelta della lunghezza d’onda del laser dipende dal tipo di pigmento nella pelle e nei peli. Ad esempio, i laser a diodo con lunghezze d’onda più lunghe sono adatti per peli più scuri. 

2. Durata dell’impulso: la durata dell’impulso del laser è importante per adattarsi alla dimensione del follicolo pilifero. I peli più scuri richiedono impulsi più lunghi.

3. Energia del laser: la quantità di energia del laser che raggiunge il bersaglio deve essere regolata in base al fototipo del paziente per evitare iperpigmentazione (un effetto collaterale del laser che causa una produzione eccessiva di melanina) o ipopigmentazione (effetto collaterale del laser che danneggia le cellule responsabili della produzione di melanina).

4. Raffreddamento della pelle: è importante utilizzare sistemi di raffreddamento per proteggere la pelle circostante e ridurre il rischio di effetti collaterali.

5. Numero di trattamenti: il numero di trattamenti necessari può variare in base al fototipo e alla tipologia di pelo. 

Conclusioni

In conclusione, è sempre bene informarsi su come funziona il trattamento di epilazione laser, in modo da agire con consapevolezza.

La prima cosa da fare è chiedere una consultazione preliminare, questa fase è fondamentale prima di iniziare qualsiasi trattamento estetico. Il suo scopo è in primis quello di valutare il fototipo del cliente, per poi regolare le impostazioni del laser di conseguenza. Fatto ciò, occorre essere pazienti e costanti nel continuare il trattamento senza saltare le sedute. La regolarità di queste, infatti, è fondamentale per ottenere i migliori risultati possibili.

La fototermolisi personalizzata in base al fototipo è ciò che rende l’epilazione laser sicura ed efficace. Per ottenere risultati garantiti su misura.

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